venerdì 23 gennaio 2015

Nuovo Progetto: Educazione Alimentare

Dopo molti mesi di assenza ritorno a scrivere in questo blog, che più che un blog è il mio diario o flusso di coscienza visto che apparentemente non ci sono lettori.
Dopo mesi di cambiamento  (tuttora in corso) sento proprio il bisogno di mettere nero su bianco i miei progressi (beh qualche progresso devo pur averlo fatto no?)
Da circa due mesi sto seguendo un regime alimentare prescrittomi da una nutrizionista per alcuni problemi di salute.
All'inizio lo confesso è stato uno choc! Il primo mese ero molto seccata da questo cambiamento semiforzato al mio stile di vita (cioè per carità non che non fosse necessario un cambiamento. Avevo ed ho ancora un po', seppur parecchio meno, i miei chiletti in più che mi appesantativano e peggioravano sicuramente il mio stato di salute). 
Da una parte ero un po' giù di umore per conto mio, dall'altra avevo poco la testa per pensare a come modificare la mia dieta quotidiana in funzione delle razioni permesse.
Il primo choc significativo per me è stato la drastica diminuzione della quantità di olio permessa: un cucchiaino da té a pranzo e due a cena... E BASTA!
A pensarci non sembra nulla di così assurdo, ma quando ci si trova a pensare come cuocere la carne, condire un'insalata e una vellutata di verdura con soli due cucchiaini, vi assicuro che sale un po' di disperazione.
Poi il primo mese è passato, e i vestiti che da un paio d'anni gravitavano nel mio armadio inutilizzati hanno iniziato a entrarmi di nuovo. Adesso è passato anche il secondo mese e adesso, dopo circa sei chili persi, i miei vestiti mi rientrano tutti e oscillo tra una 44 e una 42 (a seconda di quanto clemente è la casa produttrice).Devo ammettere che questa è proprio una soddisfazione, nonché la fonte di motivazione primaria per continuare a impegnarsi con costanza nel seguire la dieta giorno dopo giorno.
Mi sento piuttosto supportata dalle persone che amo in questa dieta (anche se ho accanto una scatola enorme di cenci zuccherosi a cui resistere), anche se capisco che non tutti si debbano per forza sentire forzati a seguire le prescrizioni a me richieste in mia presenza (Ringrazio comunque che creme alla nocciola varie e gelati al pistacchio siano spariti da casa mia, altrimenti l'arduo compito di non sgarrare sarebbe stato davvero troppo gravoso).
Ho anche ricevuto un delizioso regalo di Natale motivante per fare l'esercizio fisico richiesto: un adorabile quadretto di un'artista inglese. Potete trovare di seguito il suo sito web:
Victoria Stanway art.


sabato 10 maggio 2014

Punti di vista [L'acrobata]

Da sempre credo che la vita sia assolutamente ironica. Quando pensi che qualcosa non potrebbe mai e poi mai accaderti, Lei ti sorprende e ti costringe a ricrederti.
Passi una vita a costruirti le tue idee, i tuoi valori, le tue personali certezze e Lei arriva come una folata di vento e ti fa vedere le cose in un altro modo.
Quelli che una volta ti sembravano degli assoluti, delle verità incontestabili, si manifestano per quello che sono: il più delle volte delle costruzioni della tua mente nate per farti sentire al sicuro, in qualche modo schermata dalla realtà che ti circonda.
In un qualche modo questi scossoni sono anche vivificanti...


In qualche modo ognuno di noi non è che un'acrobata: in equilibrio tra ragione e cuore, tra impulsività e riflessione, fra saggezza e follia. Ma per restare in equilibrio sul filo occorre saper trovare il giusto mezzo perchè come si dice in medio stat virtus.

venerdì 18 aprile 2014

Nelu Pascu

"L´ho visto dipingere tra gli olivi argentati di Ostuni e le palme di Simeri, immerso in un mondo di idee che diventavano all´improvviso colori sulla tela accarezzata dall´azione lenta e sorvegliata della spatola. Alla piccola folla di curiosi che si radunava intorno a lui diceva di Monet, Pissarro, Gauguin cose che risuonavano dentro come una melodia di Puccini. Ma il suo cuore, e i suoi occhi, si accendevano di un aureo bagliore quando dalle labbra fioriva un nome conservato come un tesoro fra i rovelli dell´anima: Vincent Van Gogh. 

  


In quel momento, Nelu Pascu tornava idealmente a stringere il pugno di terra che aveva rubato, un pomeriggio d´estate, sulla tomba del piccolo cimitero in cima alla collina dove il suo mito aveva trovato finalmente pace. Rinvigoriva un rapporto, metafisico e sentimentale, fatto di identica inquietudine, analoghe rabbie, rivalse ottenute per mezzo di un´inarrestabile, quanto tardiva, affermazione della pittura.



Il mare, in lontananza, riecheggiava altre suggestioni: la Grecia che gli era stata generosa di stimoli in un viaggio vissuto come un´avventura; la Sicilia che lo avrebbe accolto con il suo calore, l´eterna bellezza, l´irresistibile mistero. 



Nell´ora più luminosa del giorno, quando tutti erano ormai a pranzo, ne riconoscevi l´ingombrante sagoma fra i tubetti degli acrilici sparsi sul prato e il cavalletto ancora occupato da un grande dipinto. Il volto, incupito, era il presagio di una sfida giunta al suo momento più difficile: un ritratto, un paesaggio, una natura morta, dovevano, insomma, spiccare il volo, come quei gabbiani, evanescenti all´orizzonte, che egli aveva inventato, in un cielo striato di bianchi e di gialli, qualche giorno prima. 



«Io dipingo già quadri astratti, ma, per fortuna delle mie tasche, nessuno li riconosce come tali», disse un giorno a un ammiratore che gli chiedeva, preoccupato, se questo genere potesse in qualche modo interessarlo. Non conosceva, Pascu, le parole che Giorgio Morandi aveva pronunciato davanti alle sue celebri e polverose bottiglie: si può dipingere tutto, basta soltanto riuscire a vederlo. 




Intanto, il profumo dell´aria si arricchiva di quello che prendeva corpo sulla sua tavolozza, fra i grumi di colore palpitanti di vita e subito ansiosi di farsi tono e luce sulla tela cresciuta con intrigante forza, soluzioni sorprendenti, bave di materia nelle quali udivi riecheggiare il respiro del maestrale che accompagna una vela in mare aperto, il verso dei grilli nascosti fra le spighe dorate di un campo di grano, il frusciare sinistro delle foglie degli alberi in una giornata di tempesta.



 
Allora l´occhio cadeva oltre i jeans macchiati e laceri di questo pittore che parlava tenendo la mano destra sul cuore, toccati dalla profondità di frasi uscite come per incanto dal grande scrigno della poesia, nelle quali istantaneamente riconoscevi un uomo vero e un artista autentico. E già nel gesto di portare alla bocca l´inseparabile fiaschetta di grappa, scoprivi la torrida certezza che era stata di Utrillo e Soutine prima di lui… Così, Pascu, si rivelava agli uomini e alle donne di ogni età che lo incontravano per la prima volta, ai molti che, attratti dalla sua figura eccentrica, facevano per avvicinarsi, ignari della scoperta memorabile che stava per attenderli. 



A ripensarci oggi, in questa sera di primavera appena iniziata, è un po´ come rivederlo, solitario, mettere in un quadro il senso del tempo che muta i pensieri e le cose, facendo vibrare gli animi più sensibili come successe a lui quella volta in cui, avvicinato l´orecchio al manto terroso che custodisce le ceneri di Van Gogh, ricevette dalla voce del suo maestro la consegna più difficile, l´unico obbligo davvero immutabile: la vita per la pittura."
Giovanni Faccenda 
 
 


Nelu Pascu nasce a Cosmesti, in Romania, nel 1963. Appassionato d´arte e filosofia, inizia a dipingere nel 1990 grazie agl stimoli e i consigli del maestro David Sava. Studia diseTgno per tre anni con Gheorghe Miron. Dalla metà degli anni Novanta si trasferisce a Padova. Attualmente vive e lavora a Milano. 











Informazioni e immagini da:
Altre immagini su:
 

mercoledì 9 aprile 2014

Progetti per la mia casetta

I giorni passano lenti ma inesorabili. Si avvicina il momento in cui spiccherò il volo e andrò a vivere per conto mio (anzi per conto nostro). Mesi, settimane, giorni al traguardo tanto atteso.


Ogni giorno penso a nuovi piccoli tocchi che potrei mettere nel nostro piccolo angolo di mondo. 
Colori, dettagli, piccoli oggetti che raccontano la mia vita, il mio punto di vista, le mie emozioni e il mio gusto personale.
Amo circondarmi di cose che mi piacciono. L'armonia e l'equilibrio attorno a me nutrono la mia mente di sensazioni positive.


Con il passare del tempo lo stile degli oggetti di cui mi circondo è leggermente cambiato. 
Anni fa preferivo oggetti dalle tinte forti, come rosso nero e grigio antracite, in stridente contrasto tra loro. 
Adesso apprezzo una sinfonia di colori, dal rosso al blu al celeste al rosa, con tanto bianco per riposare gli occhi.



 I post delle prossime settimane e dei prossimi mesi saranno incentrati principalmente sull'home decorating e sui progetti finora realizzati e su quelli ancora in cantiere.


Parola del giorno: Idioletto (da treccani.it )

idiolètto s. m. [comp. di idio- e (dia)letto; cfr. ingl. idiolect]. – Lingua individuale, cioè la particolare varietà d’uso del sistema linguistico di una comunità che è propria di ogni singolo parlante.  


 

sabato 7 dicembre 2013

두부 참치전 * ( Tuna Pancake)

*Cham Chi Jeon
 source
Ingredients:

1 canned tuna
some tofu
1/4 onion finely chopped
2 eggs
2 spoons of flour
1 pinch of salt
Sunflower seeds oil 
Soy sauce



Method:
Beat egg in a bowl and add tuna flakes, tofu,onion and salt. Heat oil in a large frying pan. Spoon tuna mixture onto frying pan in small round shapes, and fry both sides until golden brown.Serve with soy sauce.

Ingredienti:
una scatoletta di tonno
un po' di tofu
1/4 di cipolla finemente tagliato
2 uova
2 cucchiai di farina
salsa di soia 

Procedimento:
Sbattere le uova in una ciotola e aggiungere il tonno ben sgocciolato,il tofu, la cipolla e il sale. Scaldare un po' d'olio in una padella. Versare un cucchiaio del composto in padella, far cuocere da entrambi i lati la frittellina fino a doratura. Servire con la salsa di soia.

martedì 26 novembre 2013

Il nostro futuro?


Ogni volta che leggo il giornale non ci sono mai buone notizie per il mio paese, la mia Italia che malgrado tutto io amo tanto. Oggi sono andata dalla mia cartoleria di fiducia. Dopo una decina d'anni d'attività si trova a chiudere, complice la pressione fiscale che supera il 50%.
Compro alcuni quaderni e altri prodotti a prezzo scontato, visto che tutto era in liquidazione, e torno a casa con l'amaro in bocca.
Non sono che una studentessa, tra non molto dovrei laurearmi e questa è l'Italia che mi attende, piegata da un sistema che esclude i più e ingrassa una casta di parassiti. Penso a tutti gli anni che ho passato piegata sui libri, a tutti quei meravigliosi docenti che ho incontrato nel mio percorso (perchè malgrado la macchina del fango non faccia che insultare la categoria degli insegnanti, in circa quasi 20 anni di vita come alunna, la lista dei buoni insegnanti che ho conosciuto supera di gran lunga quella dei quelli mediocri) e alla passione che hanno alimentato in me per il sapere.
Penso a tutti i progetti, scolastici e non, a cui ho partecipato e all'arricchimento generale che ne è derivato per la mia persona. Penso a quello che faccio ogni giorno per rendere la società in cui vivo un posto anche solo un pochino migliore e vedo tante persone accanto a me fare lo stesso: impegnarsi a fondo in progetti per gli altri, dare il massimo, vivere ogni esperienza con passione e intensità. Vedo l'uomo che amo fare i salti mortali per avere un domani degno di questo nome.
Ma tutto questo a quanto pare non basta. Il terreno si sgretola sotto i nostri piedi e il futuro appare ogni giorno più incerto. Io mi ricordo com'era il mondo quando io ero piccola, diciamo vent'anni fa e vedo che a una generazione di differenza la disillusione si radica nelle menti delle persone. Inermi siamo testimoni del tessuto sociale che si disfa e noi restiamo lì, passivi, senza muovere un dito. E questo mi fa male. Dovremmo protestare. Urlare per le strade. Perchè anche se non fa la differenza, in realtà la fa. Trovo che la sciame umano in silenzio assoluto nelle strade di Istanbul intenti a fissare i monumenti siano il perfetto remake moderno della protesta non violenta di Gandhi: è come se la poesia riscattasse il proprio ruolo secondario per diventare la vera protagonista della vita. Un'ideale può scalfire la superficie di una realtà fatta di violenza e penetrare nel cuore della gente.
E questa è un'idea che conforta, che ti dà un po' di speranza.



lunedì 10 giugno 2013

Glamour & black

La creazione, o forse sarebbe meglio dire le creazioni, che vi voglio mostrare oggi è una parure sui toni del nero.
Nel famoso sacchettone-stock che ho acquistato a Firenze mesi fa c'erano infatti, tra le altre migliaia di cose, due perle schiacciate e una cilindrica, entrambe di colore nero e sfaccettate. Così ho deciso di utilizzarle per realizzare un braccialetto (con delle vecchie perle di colore nero regalatomi da una cara vicina di casa) e un paio di orecchini.


Li trovo perfetti da indossare per un'aperitivo chic con le amiche o per una serata in discoteca. Che ne dite?

martedì 30 aprile 2013

Chandelier earrings: gocce di luce

Il titolo non è solo figurato ma corrisponde a verità: questi orecchini sono infatti realizzato con materiale che proviene realmente da un candelabro, per la precisione sono le gocce in cristallo di un vecchio lampadario di mia nonna che si era rotto.
Mio padre che conosce la mia passione per il riuso mi aveva regalo questi cristalli a goccia anzichè gettarli e io li ho ben puliti e lucidati in attesa di utilizzarli.
L'altro giorno facevo zapping tra un sito e l'altro finchè non trovo delle pietre a goccia incastonate a mo' di orecchini con la tecnica del wire wrapping, così ho pensato: " Perchè non farlo?"
Così ho realizzato questi orecchini (un po' vistosi ad essere sincera) utilizzando del filo di ottone. Una volta  ottenuto il risultato voluto, ho patinato l'ottone... et voilà!



Il nome che ho dato a questi orecchini è gocce di luce, vista la loro origine mi pare appropriato.
L'annodatura del filo e la monachella sono interamente realizzati a mano.

sabato 13 aprile 2013

Sii felice ora

C'è una poesia che come poche riesce a farmi capire qual'è la via da seguire. Il testo di cui parlo è stato composto da Madre Teresa di Calcutta. La prima volta, iniziando a leggerla, ero un po' scettica visto il mio ateismo. Mano a a mano che continuavo ad assaporare verso dopo verso, mi rendevo però conto dell'universalità del messaggio che ha dentro. 

 

Non aspettare di finire l'università, 
di innamorarti, 
di trovare lavoro, 
di sposarti, 
di avere figli, 
di vederli sistemati, 
di perdere quei dieci chili, 
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno…
Non c'è momento migliore di questo per essere felice… 
La felicità è un percorso, non una destinazione. 
Lavora come se non avessi bisogno di denaro, ama come se non ti avessero mai ferito e balla…come se non ti vedesse nessuno. Ricordati che la pelle avvizzisce, i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni…
Ma l'importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età. 
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela. 
Dietro ogni traguardo c'è una nuova partenza. Dietro ogni risultato c'è un'altra sfida. Finché sei vivo, sentiti vivo. 
Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.

Semplicemente mi piace e i motivi sono molteplici: l'amore per le cose semplici della vita, la concretezza delle sue parole ma soprattutto la semplicità con cui concetti così assoluti e universali vengono espressi. Mi ha così colpito che ho attaccato in camera un pannello dove sopra è riportata questa poesia.E voi? Avete un testo miliare che riesce a farvi trovare pace e motivazione?

mercoledì 10 aprile 2013

Linky party del mercoledì: Castagnaccio

Il Castagnaccio è una torta di farina di castagne tipica delle zone appenninniche di Toscana ed Emilia Romagna. 
Il Castagnaccio è un piatto molto povero, caratteristico della tradizione contadina montana/collinare , la cui alimentazione era per lo più basata sulle castagne.
A casa mia viene fatto da generazioni e ad oggi mio padre è il più bravo a prepararlo! Per lo più lo prepariamo in autunno, la stagione per eccellenza delle castagne, o in inverno in quanto è un dolce abbastanza calorico seppure molto frugale.



Ingredienti:
300 g Farina di castagne
4 cucchiai di Zucchero
circa 450 mL di Acqua

2/3 cucchiai di Olio
50 g di pinoli

scorza di arancia (bio)
Sale
Rosmarino




Procedimento:
Setacciate la farina in una ciotola capiente, aggiungete a poco a poco l'acqua e un pizzico di sale, sbattendo per bene con le fruste fino a ottenere un composto liscio. Aggiungete lo zucchero e le scorzette di arancio e lasciate riposare per una mezz'oretta. Trascorso questo tempo controllare se il composto è ancora abbastanza fluido, in caso contrario aggiungere ancora un po' d'acqua e amalgamate bene. Ungete bene una teglia, versate il composto (il livello del liquido dovrà essere circa un dito dal fondo) e guarnitelo con rosmarino, pinoli e un filo di ulteriore olio. Infornate in forno preriscaldato a 180°C per almeno 40 minuti. Servite tiepido o freddo.

Con questo post partecipo al:


martedì 9 aprile 2013

Nuova tecnica: rame e patinatura

Da anni produco gioielli di ogni sorta, con la matrice comune di utilizzare materiali di recupero. Se da un lato il fatto di dare nuova vita a vecchi bijoux e a materiali di varia natura sia da un lato elettrizzante, dopo un po' ha iniziato a pesarmi la dipendenza da monachelle, chiodini, chiusure, tutti prodotti in serie e acquistati a prezzi un po' troppo altini, senza possibilità di personalizzazione.
A un certo punto ho desiderato di sganciarmi dall'acquisto di questi prodotti e di iniziare a realizzarli da sola con filo di rame e di ottone di vari spessori.

La persona che voglio ringraziare per aver potuto fare questo salto di qualità è mio padre. Per la sua precisione ed accuratezza nell'esecuzione di lavori manuali (sia su piccola che su grande scala) è sempre stato il mio modello di riferimento. Mi ha prestato per intero gli strumenti che mi servivano: dalle piccole incudini, al martelletto ben liscio, a pinze, tenaglie etc. Mi ha accompagnato a comprare il materiale che mi mancava e mi ha consigliato come procedere.
Non so se leggerà mai questo post ma io sentivo davvero il bisogno di ringraziarlo pubblicamente perchè da sempre mi ha ispirato e mi ha spronato a cercare di raggiungere la perfezione in quello che faccio: perchè non considero mai un progetto finito, se non sono al 100% fiera del risultato. In poche parole: Grazie di cuore papà!

Dopo questa premessa volevo mostrarvi il mio primo progetto in rame: un paio di orecchini in rame patinato con perle in vetro verde. Ho realizzato interamente l'orecchino, dalla monachella (finalmenteeeee!!!) all'intreccio, ai chiodini. 
Il nome che ho dato a questi orecchini è balance, un po' perchè mi ricordano le vecchie bilance che mio nonno continua ad usare, un po' perchè realizzarli è stato un vero e proprio lavoro di equilibrio. Ecco il risultato:





lunedì 8 aprile 2013

Fimo & carta

Ve l'avevo già detto che amo i progetti realizzati con materiali di recupero, ma una cosa che non vi ho detto è che adoro il contrasto che si ottiene accostando materiali diversi tra loro.
Il risultato, di solito, è un oggetto piacevoli al tatto (mai dimenticare l'importanza delle sensazioni tattili) e alla vista naturalmente.
Dopo questa premessa avrete capito che il progetto che vi farò vedere è una collana che ho realizzato mischiando materiali diversi: ovvero il fimo (un materiale plastico termoindurente) e la carta, per la precisione ricavata da riviste.

Io adoro i colori accessi e in contrasto tra di loro... E questa collana, con questo bel verde acceso e arancio intenso, mi fa tanto pensare all'estate e ai suoi frutti succosi! Che ve ne pare?

mercoledì 3 aprile 2013

Linky party del mercoledì: I cannelloni ricotta e spinaci

Questa è una delle mie ricette preferite in assoluto. A casa mia era il piatto della domenica di quando ero piccola. Mia nonna faceva la pasta all'uovo fatta in casa, lessava gli spinaci dell'orto e usava la conserva di pomodoro fatta durante l'estate. Un piatto ricco e genuino, perfetto per viziare grandi e piccini nel pranzo domenicale. Io per esigenza di tempo non ho fatto la pasta fatta in casa, ho comprato le sfoglie fresche già belle e fatte, ovviamente se avete il tempo di fare la pasta all'uovo da voi, il risultato sarà di gran lunga migliore!



Ingredienti:
500g di ricotta
1 uovo
300g di spinaci cotti
una confezione di sfoglie di pasta all'uovo fresche (quelle per lasagne)
besciamella
salsa di pomodoro
sale
pepe
noce moscata
brodo vegetale granulare

Procedimento:
Preparate la besciamella con burro, farina e latte. Una volta pronta aggiungete sale, pepe, noce moscata e un pochino di brodo vegetale granulare per dare più sapore. In una terrina lavorate la ricotta con l'uovo, aggiungete gli spinaci cotti sminuzzati, salate pepate e aggiungete un po' di noce moscate dopodiché mescolate bene.
In una pirofila capiente versate un po' di besciamella, alcuni cucchiai di salsa di pomodoro e iniziate a comporre i singoli cannelloni versando un po' di ripieno sulla sfoglia e arrolotandolo fino a ottenere un cilindretto lungo e compatto. Riempite la pirofila e coprite i cannelloni con la besciamella rimsta, guarnendo con qualche altro cucchiaio di salsa di pomodoro.
Infornate per 30 minuti a 200°C e servite quando è tiepido.



Con questo post partecipo al:


sabato 30 marzo 2013

From a sweater with love

La storia degli orecchini che vi voglio mostrare oggi è piuttosto curiosa. Le perline di cui sono composto provengono infatti da un vecchio maglione anni 80 che mia madre ha deciso di gettare via.
Siccome io non butto mai via nulla ( come mi ha insegnato la mia cara nonna, super risparmiatrice) ho tenuto questi pendagli colorati e durante un momento di attacco creativo, li ho usati per realizzare un paio di orecchini.


Che dire! Adoro il contrasto tra il blu profondo e il verde mare impreziositi da quel tocco retrò dato dall'oro. Li vedo perfetti per una serata estiva, o magari per un picnic al mare.

mercoledì 27 marzo 2013

Yellow passion

Questa è un'altra delle mie creazioni perfette per la primavera. A questo punto penso che avrete capito che adoro il vetro soffiato... Perché? Perchè è bello da vedere e da toccare, creare interessanti effetti cromatici con la luce e ha quel tocco artigianale che tanto mi piace. Infatti nessuna perlina, sebbene simile alle altre è perfettamente identica, e si sa è la diversità alla base della ricchezza!
Trovo che questo braccialetto sia perfetto sia così da solo che portato con il suo gemello spirituale di cui vi ha già parlato in questo post.


Alla prossima creazione!

lunedì 25 marzo 2013

Charms&co.

Questo braccialetto con charms mi piace molto: è allegro, tintinnante e adatto alla primavera!
L'ho realizzato utilizzando delle bellissime perline in vetro soffiato (comprate a stock) e dei charms in metallo provenienti da un vecchio braccialetto ormai disfatto perchè non più indossato da tempo... che ne dite? vi piace questo riuso?


sabato 23 marzo 2013

DIY jewels: i materiali

Nell'ultimo post vi ho parlato di uno dei miei passatempi preferiti, ovvero la realizzazione di gioielli.
In questo post invece voglio parlarvi dei materiali basic che utilizzo. Voglio sottolineare che è una scelta puramente soggettiva, credo che ognuno, attraverso l'esperienza e la pratica, trovi dei materiali e degli strumenti con cui preferisce lavorare. La lista che vi presento è perciò il mio personalissimo must have.
Oltre alle perle e perline e altro materiale di recupero di cui vi ho già precedentemente parlato, il materiale base per me è composto da:

Fili di vario genere:
  • filo di ferro in vari colori (argento, dorato, rame)
  • filo cerato (nero e marrone)
  • filo da pesca di vario spessore
  • filo elastico da cucito
  • filo da cucito robusto e ago


Minuteria varia:
  • monachelle per orecchini
  • schiaccini
  • chiusura per braccialetti

In genere non utilizzo molta minuteria in quanto è piuttosto costosa e non in linea con la mia filosofia di recupero. Per lo più utilizzo materiale proveniente da vecchia bigiotteria, sporadicamente, quando proprio ne sono a corto, acquisto piccoli stock di minuteria in internet o in negozi "fidati".

Utensili vari:
  • forbici
  • pinze
  • pinze con punta a cono

Per creazioni più particolari utilizzo anche colla vinilica, colla a caldo e altri materiale di recupero... 
And that's all!
Continuate a seguirmi per vedere le mie creazioni!

giovedì 21 marzo 2013

DIY jewels: creare

Uno dei miei hobby preferiti è senza dubbio la realizzazione di gioielli, alcuni dal sapore etnico, altri più chic e alla moda.
Per me creare è qualcosa di assolutamente vitale e necessario, fa parte del mio essere: che si tratti di gioielli, abiti, nuove ricette, quadri o sculture, io sento la naturale esigenza di realizzare  qualcosa di mio e particolare.
Adoro passare le mie serate a sviluppare le mie piccole ingegnose creazioni. Perchè per me non c'è niente di meglio di indossare qualcosa che si è realizzato con le proprie mani, con inventiva e passione... e perchè no, magari possiamo farne dono alle nostre amiche nelle occasioni speciali (compleanni, Natale etc...)!



La mia filosofia DIY è molto semplice:
  • cercare di riusare  vecchia bigiotteria dimenticata dei cassetti
    disfare e riutilizzare perline, pietre e chiusure è quanto di più economico ed ecologico ci sia: potrete dare nuova vita a qualcosa che non usate più e avere materiale praticamente a costo
    zero.  (Potete chiedere, come ho fatto io, ad amici e conoscenti di donarvi vecchia bigiotteria rotta o che non utilizzano più per ricavarne ottimo materiale di base per nuove creazioni e magari regalandone una per ringraziarli della loro generosità ^-^)
  • pensare creativo, ovvero scovare i materiali per le vostre creazioni da quello che avete attorno a voi
    che si tratti di carta di una vecchia rivista, una vecchia bottiglia di platica, cd, rimasugli di stoffa o pelle, il materiale che vi circonda può essere inserito nelle vostre creazioni in maniera inaspettata e originale.
  • Prendete ispirazione da quello che vedete aggiungendo il vostro tocco personale
    ormai grazie a internet, giornali e tv potete entrare in contatto con creazioni di ogni genere e stile. Osservare ciò che vi piace e traetene ispirazione per creare quello che vi frulla nella testa!
 

Nel prossimo post vi parlerò del materiali che utilizzo...stay tuned!

mercoledì 20 marzo 2013

Linky party del mercoledì: Zucca gratinata


La ricetta che propongo oggi per il linky party "La cucina di una volta" è molto semplice e veloce da fare, ma allo stesso tempo veramente deliziosa. Me l'ha insegnata mia madre, alla quale è stata tramadandata a sua volta da una carissima amica. Questa zucca gratinata è un piatto completo e gustoso, e allo stesso tempo frugalissimo (la zucca si trova a prezzi molto contenuti, nel mio caso ho usato quella prodotta nell'orto, quindi ancora meglio ^-^ ), adatto anche a commensali vegetariani (rinunciando al parmigiano va bene anche per vegani)!

Ingredienti:
  • zucca
  • pane raffermo
  • un po' di parmigiano (o versione vegana se volete)
  • brodo vegetale
  • cipolla
  • capperi
  • sale (io ho usato quello aromatizzato alle erbe fatto in casa)
  • pepe 
  • aceto
Procedimento:
Pulire la zucca e tagliarla a pezzi grossi alti circa un centimetro.
Disciogliere un cucchiaino di brodo vegetale granulare in una tazzina da té piena d'acqua tiepida e versare il composto in una pirofila di vetro di media grandezza. Aggiungere un cucchiaio di aceto e disporre la zucca fino a ricoprire la base. Cospargere con un cucchiaio abbondante di cipolla tritata finemente, aggiungere i capperi, salare e pepare. Mettere in un frullatore il pane raffermo tagliato a pezzi e un pezzo di parmigiano. Frullare fino a ottenere un pangrattato di grana piuttosto grossa. Cospargere le zucche con questo composto. Informate per circa 30 minuti a 200°C (o comunque fino a doratura). Servire e consumare tiepido.



Con questo post partecipo al:

sabato 16 marzo 2013

What money can buy

A bed but not sleep
Books but not knowledge
Food but not appetite
Finery but not beauty
A house but not a home
Medicine but not health
Luxuries but not comfort
Pleasures but not happiness
Religion but not salvation.

Say not that this is yours and this is mine,
Just say, this came to you and to me;
So we may not regret the fading shine,
Of all the glorious things which ceased to be.

[Unknown]

source